Van Gogh Alive, la “mostra” che non t’aspetti!

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Era stata adeguatamente pubblicizzata nei giorni scorsi e la prima reazione che ho avuto è stata:“noooo, io vado ad Amsterdam al museo Van Gogh tra meno di un mese e mi ritrovo i suoi quadri qui a Firenze!“. Niente di più sbagliato. Van Gogh Alive non è una mostra di quadri, bensì una installazione di ben 40 proiettori ad altissima definzione che proiettano la vita e le opere del maestro all’interno della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte, a due passi dal ponte Vecchio.

Una bella fila per entrare tanto che all’inizio avevamo desistito. Siamo andati a fare una passeggiata poi 20150222_182959non contenti siamo tornati alla chiesa e anche se c’era sempre la fila era più scorrevole. Abbiamo comunque atteso più di mezz’ora per entrare. il biglietto costa 12 euro l’intero, 10 i ridotti.

All’inizio c’è una breve speigazione della vita di Van Gogh, successivamente la spiegazione dell’installazione, poi si entra subito accolti da musiche classiche, facilmente riconoscibili e i colori, i pensieri del pittore riecheggiano sulle pareti della chiesa, la dove c’era l’altare, le piccole nicchie dove una volta c’erano dei quadri e poi le immagini più grandi proiettate laddove c’era l’ingresso principale della chiesa.

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Avvolti nel buio, storditi dalla musica, rapiti dalle immagini. Non sapevo dove guardare. Ad un certo punto, alimentata dalla musica che cresceva sempre di più mi è venuta voglia di fare una cosa pazzesca e se la mia inibizione me l’avesse permesso, l’avrei fatta volentieri. Mettermi al centro della chiesa e volteggiare, girare più veloce che potevo fino a stordirmi in terra. Non sono stata molto originale visto che all’uscita ho sentito un signore e una signora che avevano avuto le mie stesse sensazioni.

Una mostra non mostra, un’esperienza visiva e musicale, originale e coinvolgente. Van Gogh alive ci sarà fino al 12 aprile, non la perdete.

International Skate Awards

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Da piccola sono stata una grande pattinatrice a rotelle. Dapprima i pattini con le rotelle e i due lacci per tenere ferma la scarpa e poi per Natale, il regalo più ambito i pattini a rotelle bianchi, i mitici stivaletti! Quanti ricordi, quanti capitomboli nella mitica pista di pattinaggio del Boschetto nel Parco di Villa Strozzi!

Questa piccola introduzione da vita privata vissuta è solo per introdurre I FUORICLASSE DEL PATTINAGGIO ARTISTICO INTERNAZIONALE che saranno presenti al mandela Forum i giorni 24-25 Gennaio 2015 .

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l’evento cresce di anno in anno e il consenso del pubblico grande e piccino mostra sempre più interesse per questo sport. Atleti veri e propri che non solo pattinano e fanno grandi evoluzioni ma cantano e recitano, in uno spettacolo davvero emozionante! Si inizia alle 21 del 24 gennaio con gli atleti “Top Champions”, selezionati attraverso un sondaggio on line a livello mondiale tra esperti del settore e semplici appassionati; sempre sabato sarà proposta una suggestiva coreografia di apertura che vedrà protagonisti tutti i campioni di International Skate Awards, coadiuvati da oltre 200 giovani atleti delle società di pattinaggio fiorentine.

Il 25 gennaio dalle 16.00, andrà in scena il tradizionale musical con i pattini che ha sempre riscosso un grandissimo successo: il titolo dello show 2016 è “VOGUE”, la storia fa riferimento al mondo della moda, alla sua evoluzione negli anni, e alla prodigiosa escalation di alcuni nomi della sartorialità fiorentina che trovano le loro origini più vere nell’abilità artigianale e nel genio creativo dei fondatori.

Le prevendite sono già iniziate: è possibile acquistare i biglietti nei punti vendita del circuito Boxoffice Toscana (clicca qui per la lista completa: http://www.boxofficetoscana.it/punti-vendita), on line su Boxol.it o Ticketone.it INFO LINE : !051/6272148 – 335/8244308 – info@rollergp.org – Facebook: Artisti&Co.

Fondazione Casa Zegna

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A metà dicembre sono stata invitata ad un blog tour nel Biellese e una delle prime visite che abbiamo fatto è stata proprio la visita ad una casa di moda maschile tra le più quotate e famose al mondo. E’ il caso di Ermenegildo Zegna.
Ogni volta che vedo il suo nome sull’insegna della sua boutique o su un giornale mi viene in mente mio padre che vedeva in quel nome e cognome tutta l’eleganza dell’uomo. Aveva ragione. Ermenegildo Zegna è sinonimo di eleganza maschile, di materiali pregiati, di ricerca continua anche se visitando casa Zegna nel biellese, Trivegno, ho scoperto che l’attività della moda è solo il 20% di quello che l’azienda adesso fa, sopratutto la Fondazione.
I figli e i nipoti di Zegna al passo con i tempi cercano l’innovazione ma la tradizione deve rimanere tale: non a caso la guida ci ha detto che i giovani designer, ogni tanto salgono nell’archivio storico per farsi venire ispirazione da vecchi disegni o stoffe anche ottocentesche!
Chi viene in queste zone una visita a Casa Zegna è obbligatoria. Come ho detto non solo per scoprire la storia di questo ragazzo di origini umili che con l’aiuto del padre compra un primo telaio e comincia a fare stoffe pregiate tessendo filati pregiati (lana merino, cachemire per poi andare a scovare i materiali più puri negli animali di alta montagna o della pianura a giro per il mondo).
Tutti i continenti sono toccati in questo giro del mondo in morbidezza. Sono stata svariati minuti con la mano dentro una balla di lana di cachemire ancora da raffinare. Non riuscivo a staccarmi da tanta delicatezza, avrei voluto addormentarmi su cotanta morbidezza.

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La storia di Ermenegildo Zegna è una di quelle storie che potevano capitare solo in un tempo dove ancora era possibile sognare in grande, dove il lavoro che sognavi non solo faceva parte della tua vita ma anche di altre persone. Trivegno era ai tempi in cui Zegna iniziò il suo lavoro un paesino tipico di montagna, poche case e nulla di più.
Una strada principale, il comune, la chiesa.
La montagna ad un certo punto non dava più lavoro e a quei tempi di bocche da sfamare ce n’erano parecchie. Zegna, una volta che dal telaio comprato con i pochi soldi del padre costruì la fabbrica iniziò anche ad avere bisogno di manodopera. I montanari si trasformarono in operai dediti all’arte della lana e dei filati pregiati con i quali si tessevano tessuti altrettanto pregiati, quelli che poi sapienti mani artigiani avrebbero forgiato in abiti su misura per gli uomini più illustri del mondo.

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Ancora oggi Zegna è sinonimo di eleganza e sia i figli che i nipoti –sopratutto- ci tengono visceralmente a fare conoscere l’opera del nonno e non solo per quanto riguarda la moda, ma sopratutto la Fondazione. Casa Zegna è proprio casa Zegna, con la fabbrica, gli uffici, la ciminiera ancora lì e un edificio moderno in cui si può visitare il museo e l’archivio.
Il museo è un susseguirsi di salette dove non solo si ripercorre la vita di Zegna attraverso fotografie, copertine di giornali di moda e altro ma anche un museo dove il visitatore può toccare con mano i filati pregiati messi in balle o in scatole dove non avrei mai tolto le mie mani! La cosa che più mi ha impressionato però è l’archivio storico: i vecchi disegni, gli appunti scritti su taccuini ingialliti che recavano date che sembrano così lontane e d’altri tempi per non parlare dei vecchi faldoni con campioni di stoffe ancora buoni per veicolare la mente a prendere l’ispirazione. Si lavora per un grande futuro imparando dalle cose buone del passato ed è così che fanno in questa azienda.

Come ho detto all’inizio Zegna e il fattore moda è sempre stato un piccolo tassello di un grande mosaico. Ermenegildo Zegna ha fatto rinascere quel paesino di poche cose da un paese di montanari ad un paese operaio, ha costruito la scuola, l’ospedale (che funziona ancora) e sopratutto ha costruito la famosa strada che gira in circolo alla montagna ed arriva in cima, la Panoramica Zegna.
Consiglio a chi è in zona di venire a visitare Casa zegna, merita davvero .

Ancora tra i fiori e questa volta a tavola

foto 2 (4)Ancora un corso sempre nel laboratorio della Rosa Canina a Firenze

Questa volta con del verde, tanto verde: bacche bianche, nere e rosse, felce, magnolia e rose di diversi colori quali arancione e lilla e gli aglium violacei con accompagnamento di tulipani a peonia sempre di un arancio vivo. Questi, gli elementi floreali che Tania e Tommaso anime della Rosa Canina ci hanno messo di fronte. Poi a noi toccava creare mettendo il tutto in barattoli trasparenti di varie dimensioni, boccette e boccettine per poi andare a curare la lunga tavola che ci ospitava per cena.

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Le immagini dicono più delle parole, io sto bene in mezzo a loro,mi piace averli tra le mani, tagliare le foglie, accostare un fiore ad un verde o vi versa. prossimo giovedì ancora fiori, questa volta con una cosa che credo sia molto impegnativa: la ghirlanda di Natale!

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Una pausa di benessere all’Hotel Bagni di Pisa, San Giuliano Terme

La bellezza passa dal benessere, è vero.

Essere belli non significa solo essere magri e alti ma stare bene con se stessi, avere cura del corpo, mangiare bene e fare movimento. Se si riuscisse ad unire questi fattori, potremmo dire di avere fatto metà strada senza passare dal bisturi del chirurgo ( non me ne vogliano i chirurghi estetici, eh eh).

Ho sempre curato molto l’aspetto della pelle e dei capelli, e ogni tanto mi concedo delle pause relax in qualche centro benessere o mi concedo un massaggio shatsu fatto da mani esperte.

Durante il mio blog tour a San Giuliano Terme, inutile negare che il gioorno più atteso fosse domenica. Il giorno delle Terme ai Bagni di Pisa.

L’hotel fa parte del Fonteverde welness e comprende oltre l’Hotel di San Giuliano Terme  anche quello di San Casciano dei Bagni , anch’esso visitato più volte :)

Quello che mi ha sempre stupito di questo luogo è l’estrema gentilezza e apertura con la quale ci accolgono.

In fondo siamo sempre una quindicina di blogger un po’ casinisti che sembrano in perenne gita scolastica.

L’Hotel e le sue terme che sono aperte anche agli esterni , dal Luglio 2013 ha ampliato i propri spazi termali riuscendo a creare davvero un percorso che non è fatto solo di relax, ma anche di cura.

I fanghi termali e le inalazioni possono essere convenzionati con la ASL, basta la ricetta del medico.

Ma torniamo ai nostri percorsi di puro benessere.

Sono due: i Bagni di Ponente, quelli visitati già altre volte e dove potete leggere qui, fatti da piscine interne, sauna, bagno turco e stanze relax e la nuova area, i Bagni di Levante costituiti da una bella piscina interna con idromassaggi e temperatura dell’acqua termale a 38 gradi costante. Oltre a questa nuova piscina i Bagni di Levante sono caratterizzati anche da nuove vasche, la floating swimming pool che avevo già provato in un altro centro termale e dove ci si immerge in una vasca di acqua con una forte salinità così da avere un rilassamento totale e dove galleggi senza problemi, poi un’altra piscina piena di bolle, un idromassaggio davvero vigoroso.

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L’Hotel Bagni di Pisa va ricordato che è un centro dimagrimento tra i più importanti in Italia e dove attraverso cure specifiche si ha la possibilità di disintossicarsi e di perdere quegli accumuli in più.

Sarebbe il mio sogno provarlo!  In questa occasione oltre al percorso nuovo e ad un “tuffo” nella piscina scoperta dove il sole novembrino giocava ad essere quello di Maggio, mi sono concessa un massaggio rilassante. Ne avevo bisogno viste le ultime settimane per non dire mesi in cui non mi sono fermata un istante.

Bravissima Natalie, energica, ma con garbo faceva di tutto per farmi rilassare anche perché sue testuali parole, altrimenti uno che ci viene a fare, se non si rilassa?

E dopo il nostro percorso e le risate in acqua (grazie mille per non averci cacciato) facendo finta di essere ballerini di nuoto sincronizzato, siamo scesi nel ristorante dove abbiamo degustato un pranzo davvero a cinque stelle. Qui il nostro menu e alcuni dei piatti :

menu E questo un collage dei piatti buonissimi e scenografici che abbiamo mangiato

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Notte alle Terme

I Bagni di Pisa sono aperti anche alcuni giovedì al mese, per la precisione il 27 in cui le piscine, Bagno di Minerva, Mercurio, Sauna, Bagno turco, piscine interne ed esterne e aree relax sono aperte con aperitivo light con bevande, finger food, frutta fresca. Se prenotate on line il prezzo per tutta questa meraviglia è di 40,00 euro, altrimenti direttamente la sera 45,00 euro al Ricevimento Spa.  Spero prima o poi di potermi regalare anche questo piacevole momento! Grazie ancora ai Bagni di Pisa per essere sempre così gentili e disponibili, a presto!

Un balzo nel passato a Villa Alta

Ho sempre sostenuto che io dovevo nascere in un’altra epoca. Sarà forse che sono una cancerina in bilico tra lo struggimento del passato e la voglia di futuro e che vive il presente con qualche tribolazione, fatto sta che fin dalla più tenera età sono sempre stata affascinata dai secoli in cui gli uomini erano ancora cavalieri, dove la timidezza era considerata una virtù e non una limitazione e dove l’amore era romantico, dove gli uomini corteggiavano, dove la moda aveva raggiunto picchi vertiginosi. Sarà che  i tratti del mio viso sono piuttosto antichi ma ho sempre avuto un propensione per le vecchie foto in bianco e nero, per gli abiti di pizzo, per le crinoline, i cappelli e tutti quei vezzi che avevano le signorine di buona famiglia .  Ecco perché quando lo scorso sabato mi hanno proposto insieme ad amici blogger durante il blog tour a San Giuliano terme (#SGTtour) di prendere parte ad una cena in costume ho fatto un balzo sulla sedia!

Ma andiamo con ordine

Grazie alla Fondazione Cerratelli di cui avevo scritto anche lo scorso anno (memorabile l’abito da me indossato) è stato possibile questo sogno. Indossare un abito settecentesco e non per poco tempo ma per tutta una serata. Se credessi alla reincarnazione direi che ci potrebbe essere un’ottima possibilità di aver vissuto a cavallo di quei secoli e gli indizi sono tanti, ma siccome questo non è un blog di mistero ed esoterismo, lascio correre.

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Vi basta sapere che io adoro le ville e i castelli, mi muovo tra quelle stanze come se ci abitassi da sempre, i giardini poi è come se ne venissi attratta. Insomma ci sono mille elementi che mi fanno sentire a mio agio, ma non divaghiamo, qui stavo parlando di costume e che costume.

La mattina del sabato siamo andati alla Fondazione dove ci aspettava il simpatico e preparatissimo costumista Diego Fiorini, anima della Fondazione, melomane attento e pozzo senza fine di aneddoti e storie che passerei ore ad ascoltarlo! Un uomo d’altri tempi, anche lui!

Lo scorso anno ci ha mostrato la villa e il giardino quest’anno invece siamo rimasti a Villa Roncioni - sede della Fondazione Cerratelli – dove è in corso fino a maggio 2015 la mostra di abiti di scena delle donne di Puccini. Dalla Madama Butterfly alla Turandot, la Fanciulla del West, Tosca, etc tutte le sue donne in mostra o per meglio dire tutti gli abiti indossati dalle più grandi soprano della storia della lirica.

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Una passeggiata tra abiti splendidi  fatti dalle sapienti mani dell’alta artigianità italiana.

Non a caso hanno anche una scuola di formazione per costumisti di scena dove alla fine del percorso pochissimi studenti si diplomano e trovano lavoro sicuro in produzioni e teatri a giro per il mondo. E così dopo la visita il momento tanto atteso, sopratutto per me. La scelta e la prova dell’abito che avremmo indossato per la sera. Come al solito la mia preoccupazione era la solita: riuscirò a trovare un abito che mi stia? Mi stava pure un po’ larghetto, eh eh eh.

La scelta è ricaduta su un abito settecentesco da giorno. Una redingote con gonna e bustino e soprabito con maniche a tre quarti con risvolti di pizzo. Il colore dell’abito era un rosso bordeaux cangiante. Molto bello e molto scollato come imponeva la moda del tempo. Ci voleva un tocco in più, i capelli non potevano essere sciolti. Li ho raccolti in un piccolo chignon.

Eravamo pronti io e miei compagni in un salto nel tempo: bellissimi nei loro abiti di scena non mancava altro che attendere.

Villa Alta

Il tuffo nel piccolo mondo antico in cui ho sempre sognato di vivere si sarebbe attuato di lì a poco a Villa Alta. La Villa si trova vicino a Villa Roncioni, Alta proprio perché è incastrata nella collina. Una bella terrazza e un giardino a piani, che per via del buio non abbiamo potuto godere, ma che da’ l’idea della classica villa settecentesca italiana.

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Il menu’ ci è stato servito dai ragazzi della Locanda Sant’Agata di cui ho parlato qui. E’ stato bello mettersi nei panni di un’altra. Mi è piaciuto alzarmi la gonna per non cadere o sentire il fruscio dell’abito mentre scendevo le scale o accomodarmi l’abito quando mi sedevo.  Poi verso la mezzanotte come una moderna Cenerentola ho riposto l’abito e ho indossato un comodo abito di jersey nero. Beh, forse non è male vivere in questi tempi…

Villa Alta, Via Statale Abetone, 110, 56017 Rigoli PI
050 562327

Florence Youth & Heritage Festival

Dopo settimane in cui non sapevo neanche in quale mondo fossi, sto piano piano tornando anche ad occuparmi di me stessa e Novembre sarà un mese ricco di coseda fare: incontri, corsi, eventi , quindi occhio al blog!

Il primo appuntamento da non perdere è proprio il Florence youth &Heritage Festival che si svolgerà dal 10 al 13 Novembre 2015, organizzato dalla Fondazione Romualdo De Bianco che è in concomitanza con un altro importante evento che si terrà a Firenze, l’ ICOMOS (International Council on Monuments and Sites).

Il Festival darà l’opportunità ai giovani di promuovere l’interculturalità ( la Fondazione è nata proprio per questo) e si adopera a promuovere l’eredità culturale di diversi paesi. Questa è una grande opportunità per giovani studenti, laureati o chi appresta a diventarlo per farsi conoscere in aree come l’architettura, il design, lo sviluppo sostenibile, il tutto sostenuto da un dialogo costante  che come finalità ha o dovrebbe avere quello di promuovere la pace tra i popoli.

Il festival è una maratona di mostre, dibattiti e testimonianze e il suo giorno clou sarà 10 novembre alle ore 18 presso ICLAB, uno spazio multifunzionale nel Viale Guidoni a Firenze voluto dalla famiglia Del Bianco, sopratutto dalla tenacia delle figlie del capo famiglia che hanno speso mesi dietro a questo progetto.  L’inaugurazione sarà il modo per poter conoscere queste nuove realtà ma anche per poter vedere finalmente questo nuovo spazio restaurato ma messo al grezzo, come mi ha spiegato la simpatica architetto

Il Festival poi si svilupperà anche in altre sedi come Palazzo Coppini in Via del Giglio 10 o al Nuovo Teatro del Maggio musicale. Potete trovare tutto il programma qui.   Venite numerosi!

La Locanda Feel&Feel

Finalmente trovo il tempo e la concentrazione per raccontare di questa serata alla Locanda Feel and Feel nel Parco di Villa Demidoff, organizzata da Yelp nella persona della nostra grande CM, Kristina Grancaric.

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Era notte buia e tempestosa, il caso di dirlo visto che abbiamo trovato proprio una delle prime serate fredde e ventose di questo mite autunno. La Locanda si trova proprio nel mezzo del Parco di Villa Demidoff a pochi chilometri dal centro città. Feel & Feel è un brand, un concetto di cucina innovativa, materie prime, ricerca del prodotto, revisitandolo, portandolo a nuova vita. In una parola, come dicono loro, un gusto su misura.

Che cosa fanno? Tutto, dagli eventi privati a quelli aziendali, chef a domicilio, corsi di cucina. Noi eravamo alla Locanda per una cena degli Elite di Yelp organizzata dalla nostra community manager, Kristina.

Una lunga tavola dai colori autunnali, candele, il camino acceso, il primo freddo. Tutti ingredienti che hanno aiutato subito la conversazione, ce ne fosse stato bisogno, accompagnati subito da un buon spritz.

Perdonatemi le foto fatte con il cellulare e con una luce che avevo in difetto.

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Il fois gras è stata la mia rivelazione! Come più volte detto o accennato io sono una rompiballe per quanto riguarda il mangiare e mi piacciono sempre i soliti banali piatti,  questa volta mi sono sorpresa di me stessa.

Mi sono detta, visto mai che forse alla tua veneranda età riesca a mangiare anche altro o magari a provare altri sapori? Ora va detto che l’hanno cucinata in una maniera sublime con verdurine di contorno e sapori che si sposavano molto bene con il fois gras che era tenerissimo! Le Lasagnette ai funghi, chevelodicoafa? 

L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ perplessa è stato il dolce che lo avrei preferito più solido, ma questo è questione di gusto.  Sorpresa anche per il vino rosso biodinamico Zeno 2012 Voltumnia di Dicomano. Davvero particolare e simpatico, come lo ha definito un mio vicino critico enogastronomico.

Viva il tartufo!

lo scorso venerdì per finire degnamente una settimana in cui non mi sono mai fermata, con un’amica blogger sono stata ad una cena organizzata da Villa Sonnino a San Miniato, una mia vecchia conoscenza. Che cosa c’è di buono a San Miniato in questo periodo, se non il mio amatissimo tartufo? Sì, lo so, sono un pò fissata ma siccome purtroppo sono una a cui piacciono poche cose ed ha dei gusti molto difficili (e non solo gastronomicamente parlando, eh eh eh) quando mi piace una cosa mi tuffo fno al collo e il tartufo è uno di questi.

Quando ho visto che organizzavano questa cena, che l’ho letta come una sorta di anteprima per quello che sarà la Mostra Internazionale del Tartufo che si terrà da metà Novembre al primo fine settimana di Dicembre, ho vinto la stanchezza e sono andata.

Devo dire che quando siamo entrate nella sala mi è preso il panico. C’erano moltissimi tavoli e il primo pensiero che abbiamo avuto è stato:“Oddio non dobbiamo mica aspettare tutte quelle persone per iniziare a mangiare? Ci facciamo notte!”, invece sono stati perfetti. Ci hanno servito secondo l’arrivo dei tavoli e così tutto si è svolto nella maniera più soft e liscia possibile.

Come prima cosa ci hanno offerto delle bollicine e un delizioso potage di carote e porri (quando ci sono verdure tra le mie preferite, il grassetto è d’obbligo) con un cornetto salato dove al suo interno c’era il tartufino!

foto 1Il menù come segue:

Soffiato tenero di ricotta al Tuber Magnatum Pico

Risotto alla zucca gialla e Tartufo Bianco di San Miniato

Tournedos di maialino con lamelle di Tartufo Bianco di San Miniato

Cuore fondente in salsa nocciola

Vino: Rosso di Gora 2013 – Fattoria di Cusignano – San Miniato

La cena è stata realizzata in collaborazione con Savitar, tartufi in San Miniato

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Tutto ottimo, come al solito. La mia incursione al Tartufo non finirà qui. C’è la mostra a breve e quindi ancora tanto, ma tanto tartufo da provare.