La Terrazza sul Chianti: grande delusione

IMG_5680

E’ la prima recensione negativa e mi dispiace molto farla ma  siccome questo è un blog personale e non una testata giornalistica  posso permettermi di dire cosa mi piace e cosa no. Lo scorso venerdì avevo prenotato l’aperitivo sulla torre dell’acqua a San Casciano Val di Pesa. La terrazza sulla torre è gestita dal famoso ristorante Tenda Rossa solo per alcuni giorni da qui ad agosto.

IMG_5683

Forse mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo, ero davvero molto curiosa di vedere questa torre di cemento in mezzo al Chianti dove si poteva godere sicuramente una bella vista, si vede addirittura il Duomo!

Ero davvero eccitata all’idea che ci potesse essere un’alternativa agli aperitivi fiorentini, in più ero eccitata anche dall’idea di prendere un po’ di fresco che a Firenze in questi giorni non si sente proprio.

Colpa mia se al momento della prenotazione non mi sono posta il problema di cosa si trattasse e cosa intendessero per aperitivo.

Vi avverto già: dalla grande rabbia non ho fatto neanche due foto a quello che ci hanno dato. Grave, lo so. All’ingresso della torre c’è una signora che ci chiede subito i soldi (e fin qui benissimo), 15,00 euro.

Ok, terrazza con vista, Tenda Rossa, ci sta, penso.

Entusiaste si prende l’ascensore e si sale su.

Appena si spalanca la porta veniamo accolte da grandi sorrisi, ma noto subito che a parte alcune bottiglie nelle casse non c’è neanche l’ombra di un buffet o pseudo tale.

Sui vari comunicati stampa e sul loro blog si dice: ” gin tonic rosè e da sfiziosità preparate dagli chef Maria Probst e Cristian Santandrea de la Tenda Rossa” .

Il gin tonic rosè ce lo hanno servito quasi subito anche se poi purtroppo è stato un mangia e bevi visto che dopo alcuni secondi si sono suicidati vari moscerini nel liquido rossastro.

Le sfiziosità di cui si parla qui sopra, preparate dai due chef,  altro non sono che un sacchettino di platano fritti. Chi non sa cosa sono i platano rimando qui .

Ci hanno anche detto che potevamo prenderne un altro – di sacchettino –  se ci andava. Vicino al banco delle bevute c’era anche un cartello che recitava quanto segue:

lista

Non pretendo abbuffate vecchio stile, non mi piacciono neanche quelle, ma almeno un aperitivo rinforzato sì, qualche crostino gustoso, qualche sfiziosità in più, questo sì.

La vista è molto bella, non c’è che dire, sedie e divanetti molto vintage, ma il resto è davvero da evitare a meno che non siate preparati a spendere 15 euro per un gin tonic rosè, dei platanos fritti e a spendere per un secondo bicchiere dai venti euro in su’, questa volta con qualche cosa da mangiare, ma non ho capito se bisognava prenotarli prima.

Forse dovrebbero essere più chiari su cosa offrono. Se uno sa cosa lo attende può decidere o no.

Se voglio spendere 20 euro per un croissant di finocchiona del Casentino e un bicchiere di Chianti, liberissima di farlo, ma devo saperlo prima.

La dieta, questa alleata

E’ veramente molto che non scrivo.

Gli ultimi mesi sono stati davvero pieni di cose da fare, con il lavoro è stato davvero molto faticoso e alcune volte la voglia di stare davanti al computer e scrivere ce n’era davvero molto poca.

Ora che sono nella mia stagione e che mi sono presa quest’estate come ne ne trascorrevo da anni, posso dire di aver svoltato un po’. Non sono uscita molto negli ultimi mesi: molto dovuto al fatto che ho deciso di essere seguita da un famoso endocrinologo del metabolismo per riuscire a perdere quei chili che pensavo la tiroide avesse lasciato dietro di se’.

Con mio stupore, la tiroide non c’entrava molto, come mi hanno spiegato vari medici.

Praticamente chi pensa che si ingrassi per colpa della tiroide pensa male. 

Mi sono affidata a questo medico e devo dire che fino ad ora è andata al di là di ogni più rosea aspettativa e sono davvero molto contenta.

Scongiurati , con tutti gli esami che ho fatto, problemi di metabolismo ho iniziato questa dieta e per forza di cose ho dovuto centellinare se non abolire ogni uscita a cena: “ci vediamo, dai! Ci vediamo per un aperitivo, una cena”…è così che si dice quando ci si deve vedere con qualcuno. Purtroppo è raro dirsi, “ci vediamo a questa mostra”, anche perché il dopo o il prima mostra si finisce davanti ad un piatto o a un bicchiere.

Per non cadere in tentazione mi sono murata in casa e sono uscita solo dopo aver raggiunto un obbiettivo di peso.

La sola cosa che mi concedevo era ed è, la pizza margherita.

E’ accaduto poi anche un’altra cosa.

Quelle poche volte che assaggiavo un vino non mi piaceva il sapore. Non riuscivo più a distinguere un vino pessimo da un vino buono – se non ottimo- il rosso l’ho abolito per vari malesseri che mi procurava, il bianco non aveva più lo stesso sapore, per non parlare delle mie amate bollicine.

Un disastro su tutti i punti a parte che l’ago della bilancia scendeva e i miei pantaloni ed abiti passavano sotto le mani della sarta.

Ho provato a chiedere il motivo anche all’endocrinologo ma lui mi ha detto che è solo una mia sensazione e che ci si abitua a tutto.  E’ vero ci si abitua a mangiare bene o male, tanto o poco, senza sale o molto saporito. Vi basta sapere che per aver mangiato una sera un pasto come ai vecchi tempi, la notte non ho chiuso occhio e sono stata molto male. Il che mi ha fatto capire che è bene tornare al pollo, al tacchino alla griglia ed alle verdure lesse. 

Passare davanti ad una vetrina delle pasticcerie migliori di Firenze è come passare davanti ad un’officina meccanica. Non sento niente. Molto è dovuto al fattore psicologico, credo. Sai di non poter mangiare quelle cose e il tuo cervello dice che non ti piacciono. Ho letto anche recentemente di una ragazza inglese che dall’obesità è passata all’anoressia, ma tranquilli non mi capiterà…ho un obbiettivo da raggiungere ma non è così estremo e poi chissà se alla mia età ci riesco ancora a dimagrire così tanto. Posso solo dire di essere sull’ottima strada.

Ovviamente va da sé che la prima cosa che il medico ti dice è che alla dieta deve esserci sempre una corrispondenza di movimento. Lo sto riprendendo…non è facile lavorare fino a sera, tornare a casa, mettersi in tuta e correre.

Più che altro ho camminato tanto in questi mesi, su e giù per strade, scalini etc..penso che valga ugualmente :)

Maniboo, il nuovo spazio nail spa a Firenze

20150417_154956

Mettete un’amica blogger a due settimane dal parto che vi messaggia dicendovi che sta preparando una sorpresa e che ti aspetta il tale giorno, alla tale ora in zona Borgo Ognissanti, aggiunge anche che non si mangia, sapendo che sto seguendo una dieta molto rigida (poi ne parlero’).
La curiosita’  a questo punto aumentava e la mia fervida fantasia ha cominciato a lavorare più del dovuto anche perche’ mi aveva avvertita di prepararmi a tutto.
Ansia a duemila.

Invece con mia grande gioia mi ha portato in un nuvo posto a Firenze, in Borgo Ognissanti 4/r, proprio accanto alla storica farmacia Munstermann. Il posto in questione è una nail spa o bar spa che si chiama Maniboo; la proprietaria è la stessa del graziosissimo negozio Moi je jou di Via Gioberti.

Un luogo così a Firenze mancava. Sono lontani i giorni degli aperitivi folli, delle serate a cena a tirar tardi e degli eventi mondani.

20150417_162049

Ora ci si incontra con le amiche in luoghi simili.

Davanti ad un maxi schermo a guardare sex and the city, a fare due chiacchiere mentre delle signiorine molto brave e professionali sono intente nel loro lavoro. L’estate si avvicina, almeno lo speriamo tutti e con essa la voglia di mettersi anche in libertà e azzardare con un sandalo o con un infradito. Il piede deve essere perfetto, con lo smalto del colore giusto, così come le mani.

Maniboo è anche luogo d’incontro e di piccoli eventi da organizzare con le amiche: un compleanno speciale, un annuncio da fare, un addio al nubilato o semplicemente ricreare un atmosfera di assoluto relax ed avere tutto il salone per se’ come una vera e propria VIP.

Essendo una nail spa fanno tutto: french, manicure con smalti dai mille colori che voi potete scegliere, semipermanente, trucco e parrucco spose, insomma un piccolo scrigno felice per noi fanciulle in una delle zone più chic della città.

PS: ho cercato di mettere anche la mia french manicure ma non so perché wordpress non vuole caricare quella foto…

Iniziative Four Seasons per Fuori di Taste

FuoriDiTaste-02Aperitivi-web

In occasione di Taste (Fortezza da basso 7-9 marzo 2015) mi è arrivata questa comunicazione dal Four Season dove ci saranno aperitivi e Metropolitan special in stile anni ’30 ’40, Menù Degustazione, Brunch domenicale

Fuori di Taste

  • Aperitivi del Fuori di Taste

Puttin’ On The Four Seasons Good Drink’s and Happy Feet.
Da martedì 3 a sabato 7 marzo
Lobby Lounge – dalle 18.00 alle 22.00
Euro 15,00 a persona

  • Metropolitan Special ‘Puttin’On The Four Seasons’

Aperitivo a buffet
Domenica 8 marzo – Lobby Lounge – dalle 18.00
Euro 65,00 a persona

  • Menù Degustazione ‘Fuori di Taste’

Da venerdì 6 a lunedì 9 marzo
ristorante Il Palagio – dalle 19.00 alle 23.00
Euro 90,00 a persona

Per prenotazioni: 055.2626450, ilpalagio@fourseasons.com

  • Brunch

Domenica 8 marzo – Il Palagio, Atrium Lounge – ore 12.30
Euro 82,00 a persona
Euro 50,00 teenagers, Euro 25 bambini dai 5 ai 12 anni

Thai spa, un luogo di benessere totale

http://www.montecatinibenessere.it/
http://www.montecatinibenessere.it/

C’ero stata circa due settimane fa, avevo anche scritto un post ma poi magicamente si è perso nei meandri del web, così visto che ieri ci sono tornata ed ho fatto pure il massaggio mi sono detta che forse era meglio così, posso scrivere la mia esperienza in maniera totale. La Thai spa si trova all’interno del Grand Hotel  Croce di Malta a Montecatini Terme, località termale per eccellenza a circa 40 minuti da Firenze.  Due settimane fa io e la mia amica ci siamo concesse due ore in totale relax tra la piscina, sauna finlandese e bagno turco e poiché le due ragazze tailandesi erano malate non avevamo potuto fare il massaggio. Mi era rimasta un pò sospesa nell’aria la voglia di provare questo massaggio molto energetico e così visto il livello di stress che ho, ho ritenuto opportuno tornare e farmi fare un bel massaggio.

L’entrata solo piscina, sauna e bagno turco costa solo 20 euro! Si avete capito benissimo. Venti euro per godervi due ore di sano relax con amiche o con il vostro fidanzato o anche da sole. Non incontrerete mai altre persone in piscina o in sauna o al bagno turco. Gli appuntamenti sono presi in base al numero di persone che ha prenotato.

Vi danno tutto: dalle ciabattine all’accappatoio e vari asciugamani che troverete sul vostro percorso.

Ma veniamo al massaggio, che come sapete io sono una fan accanita! Mi avevano avvertito che il massaggio tailandese era molto, diciamo così, energico, ma non immaginavo così! Stamani mattina mi sono svegliata tutta indolezita, come se avessi fatto tre ore di palestra ma stranamente molto rilassata!

L’operatrice prima lava i piedi, in una sorta di rituale con uno scrub, poi ti fa accomodare sul lettino e lì inizia il suo massaggio. resize.php

Visto che un po’ me ne intendo ho cercato subito similitudini tra il linfodrenaggio, shatsu e altri e sono arrivata alla conclusione che può essere un mix tra i primi due, con la differenza che la ragazza sale sul lettino e le pressioni sulla schiena, spalle, le fa proprio con tutti il peso del corpo.

La pressione è davvero tanto e la forza che ci mettono supera di gran lunga quella degli altri massaggi. Del linfodrenaggio ha i movimenti, che partono dal basso fino alla testa, dello shatsu alcune digitopressioni che fanno non solo con le mani ma anche con l’avambraccio. Altra differenza con gli altri due è che il massaggio non tocca la pancia, ma si limita al decolletè, il viso ed i capelli (oltre alla schiena ed alle gambe ovviamente).

Lo consiglio ha chi ha problemi di tesione muscolare (potevo sentire il muscolo sotto la spalla sinistra completamente annodato), non so se a chi ha problemi di schiena possa giovare, secondo me sì, magari avvertire prima l’operatrice se avete subito operazioni o se il vostro problema è più serio.

Van Gogh Alive, la “mostra” che non t’aspetti!

20150222_183458

Era stata adeguatamente pubblicizzata nei giorni scorsi e la prima reazione che ho avuto è stata:“noooo, io vado ad Amsterdam al museo Van Gogh tra meno di un mese e mi ritrovo i suoi quadri qui a Firenze!“. Niente di più sbagliato. Van Gogh Alive non è una mostra di quadri, bensì una installazione di ben 40 proiettori ad altissima definzione che proiettano la vita e le opere del maestro all’interno della chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte, a due passi dal ponte Vecchio.

Una bella fila per entrare tanto che all’inizio avevamo desistito. Siamo andati a fare una passeggiata poi 20150222_182959non contenti siamo tornati alla chiesa e anche se c’era sempre la fila era più scorrevole. Abbiamo comunque atteso più di mezz’ora per entrare. il biglietto costa 12 euro l’intero, 10 i ridotti.

All’inizio c’è una breve speigazione della vita di Van Gogh, successivamente la spiegazione dell’installazione, poi si entra subito accolti da musiche classiche, facilmente riconoscibili e i colori, i pensieri del pittore riecheggiano sulle pareti della chiesa, la dove c’era l’altare, le piccole nicchie dove una volta c’erano dei quadri e poi le immagini più grandi proiettate laddove c’era l’ingresso principale della chiesa.

20150222_184851 20150222_184901 20150222_185212 20150222_185234 20150222_185245

Avvolti nel buio, storditi dalla musica, rapiti dalle immagini. Non sapevo dove guardare. Ad un certo punto, alimentata dalla musica che cresceva sempre di più mi è venuta voglia di fare una cosa pazzesca e se la mia inibizione me l’avesse permesso, l’avrei fatta volentieri. Mettermi al centro della chiesa e volteggiare, girare più veloce che potevo fino a stordirmi in terra. Non sono stata molto originale visto che all’uscita ho sentito un signore e una signora che avevano avuto le mie stesse sensazioni.

Una mostra non mostra, un’esperienza visiva e musicale, originale e coinvolgente. Van Gogh alive ci sarà fino al 12 aprile, non la perdete.

International Skate Awards

RA4_8539

Da piccola sono stata una grande pattinatrice a rotelle. Dapprima i pattini con le rotelle e i due lacci per tenere ferma la scarpa e poi per Natale, il regalo più ambito i pattini a rotelle bianchi, i mitici stivaletti! Quanti ricordi, quanti capitomboli nella mitica pista di pattinaggio del Boschetto nel Parco di Villa Strozzi!

Questa piccola introduzione da vita privata vissuta è solo per introdurre I FUORICLASSE DEL PATTINAGGIO ARTISTICO INTERNAZIONALE che saranno presenti al mandela Forum i giorni 24-25 Gennaio 2015 .

RA4_4756 RA4_6713

l’evento cresce di anno in anno e il consenso del pubblico grande e piccino mostra sempre più interesse per questo sport. Atleti veri e propri che non solo pattinano e fanno grandi evoluzioni ma cantano e recitano, in uno spettacolo davvero emozionante! Si inizia alle 21 del 24 gennaio con gli atleti “Top Champions”, selezionati attraverso un sondaggio on line a livello mondiale tra esperti del settore e semplici appassionati; sempre sabato sarà proposta una suggestiva coreografia di apertura che vedrà protagonisti tutti i campioni di International Skate Awards, coadiuvati da oltre 200 giovani atleti delle società di pattinaggio fiorentine.

Il 25 gennaio dalle 16.00, andrà in scena il tradizionale musical con i pattini che ha sempre riscosso un grandissimo successo: il titolo dello show 2016 è “VOGUE”, la storia fa riferimento al mondo della moda, alla sua evoluzione negli anni, e alla prodigiosa escalation di alcuni nomi della sartorialità fiorentina che trovano le loro origini più vere nell’abilità artigianale e nel genio creativo dei fondatori.

Le prevendite sono già iniziate: è possibile acquistare i biglietti nei punti vendita del circuito Boxoffice Toscana (clicca qui per la lista completa: http://www.boxofficetoscana.it/punti-vendita), on line su Boxol.it o Ticketone.it INFO LINE : !051/6272148 – 335/8244308 – info@rollergp.org – Facebook: Artisti&Co.

Fondazione Casa Zegna

foto 3

A metà dicembre sono stata invitata ad un blog tour nel Biellese e una delle prime visite che abbiamo fatto è stata proprio la visita ad una casa di moda maschile tra le più quotate e famose al mondo. E’ il caso di Ermenegildo Zegna.
Ogni volta che vedo il suo nome sull’insegna della sua boutique o su un giornale mi viene in mente mio padre che vedeva in quel nome e cognome tutta l’eleganza dell’uomo. Aveva ragione. Ermenegildo Zegna è sinonimo di eleganza maschile, di materiali pregiati, di ricerca continua anche se visitando casa Zegna nel biellese, Trivegno, ho scoperto che l’attività della moda è solo il 20% di quello che l’azienda adesso fa, sopratutto la Fondazione.
I figli e i nipoti di Zegna al passo con i tempi cercano l’innovazione ma la tradizione deve rimanere tale: non a caso la guida ci ha detto che i giovani designer, ogni tanto salgono nell’archivio storico per farsi venire ispirazione da vecchi disegni o stoffe anche ottocentesche!
Chi viene in queste zone una visita a Casa Zegna è obbligatoria. Come ho detto non solo per scoprire la storia di questo ragazzo di origini umili che con l’aiuto del padre compra un primo telaio e comincia a fare stoffe pregiate tessendo filati pregiati (lana merino, cachemire per poi andare a scovare i materiali più puri negli animali di alta montagna o della pianura a giro per il mondo).
Tutti i continenti sono toccati in questo giro del mondo in morbidezza. Sono stata svariati minuti con la mano dentro una balla di lana di cachemire ancora da raffinare. Non riuscivo a staccarmi da tanta delicatezza, avrei voluto addormentarmi su cotanta morbidezza.

foto 1 foto 2 foto 4 foto 5

La storia di Ermenegildo Zegna è una di quelle storie che potevano capitare solo in un tempo dove ancora era possibile sognare in grande, dove il lavoro che sognavi non solo faceva parte della tua vita ma anche di altre persone. Trivegno era ai tempi in cui Zegna iniziò il suo lavoro un paesino tipico di montagna, poche case e nulla di più.
Una strada principale, il comune, la chiesa.
La montagna ad un certo punto non dava più lavoro e a quei tempi di bocche da sfamare ce n’erano parecchie. Zegna, una volta che dal telaio comprato con i pochi soldi del padre costruì la fabbrica iniziò anche ad avere bisogno di manodopera. I montanari si trasformarono in operai dediti all’arte della lana e dei filati pregiati con i quali si tessevano tessuti altrettanto pregiati, quelli che poi sapienti mani artigiani avrebbero forgiato in abiti su misura per gli uomini più illustri del mondo.

20141212_155630 20141212_155637 20141212_165041

Ancora oggi Zegna è sinonimo di eleganza e sia i figli che i nipoti –sopratutto- ci tengono visceralmente a fare conoscere l’opera del nonno e non solo per quanto riguarda la moda, ma sopratutto la Fondazione. Casa Zegna è proprio casa Zegna, con la fabbrica, gli uffici, la ciminiera ancora lì e un edificio moderno in cui si può visitare il museo e l’archivio.
Il museo è un susseguirsi di salette dove non solo si ripercorre la vita di Zegna attraverso fotografie, copertine di giornali di moda e altro ma anche un museo dove il visitatore può toccare con mano i filati pregiati messi in balle o in scatole dove non avrei mai tolto le mie mani! La cosa che più mi ha impressionato però è l’archivio storico: i vecchi disegni, gli appunti scritti su taccuini ingialliti che recavano date che sembrano così lontane e d’altri tempi per non parlare dei vecchi faldoni con campioni di stoffe ancora buoni per veicolare la mente a prendere l’ispirazione. Si lavora per un grande futuro imparando dalle cose buone del passato ed è così che fanno in questa azienda.

Come ho detto all’inizio Zegna e il fattore moda è sempre stato un piccolo tassello di un grande mosaico. Ermenegildo Zegna ha fatto rinascere quel paesino di poche cose da un paese di montanari ad un paese operaio, ha costruito la scuola, l’ospedale (che funziona ancora) e sopratutto ha costruito la famosa strada che gira in circolo alla montagna ed arriva in cima, la Panoramica Zegna.
Consiglio a chi è in zona di venire a visitare Casa zegna, merita davvero .

Ancora tra i fiori e questa volta a tavola

foto 2 (4)Ancora un corso sempre nel laboratorio della Rosa Canina a Firenze

Questa volta con del verde, tanto verde: bacche bianche, nere e rosse, felce, magnolia e rose di diversi colori quali arancione e lilla e gli aglium violacei con accompagnamento di tulipani a peonia sempre di un arancio vivo. Questi, gli elementi floreali che Tania e Tommaso anime della Rosa Canina ci hanno messo di fronte. Poi a noi toccava creare mettendo il tutto in barattoli trasparenti di varie dimensioni, boccette e boccettine per poi andare a curare la lunga tavola che ci ospitava per cena.

foto 1 (4) foto 1 (3)

Le immagini dicono più delle parole, io sto bene in mezzo a loro,mi piace averli tra le mani, tagliare le foglie, accostare un fiore ad un verde o vi versa. prossimo giovedì ancora fiori, questa volta con una cosa che credo sia molto impegnativa: la ghirlanda di Natale!

foto 2 (3) foto 1 (2) foto 3 (2) foto 2 (2) foto 3 foto 4