Un dress code per Firenze

 

Foto da la nazione.itImmagine

E’ da molto tempo che ci penso.

In pratica da anni e puntuale questo pensiero mi arriva da questa stagione in poi.

Firenze è stranamente più popolata degli altri anni o forse sono io che la percepisco così, ma era tanto che non la vedevo invasa da orde di ragazzini urlanti alla loro prima uscita da casa, signori attempati con moglie al seguito, famigliole iberiche (ma non hanno una crisi più nera della nostra?), francesi, portoghesi, ora poi ci si doveva mettere pure il matrimonio del riccone indo-tailandese a fare incasinare Firenze.

Firenze è tanto che non è più un salotto, come fu definito dalla mamma di una cara amica.

Le strade sono avvallamenti in cui non puoi più permetterti di girare con la testa all’insù ma con la testa, altezza fogne, via Tornabuoni è non so quanti mesi un cantiere, per non parlare di luoghi come il Duomo, Santa Croce e altro.

Paradossalmente la piazza che una volta era la più degradata, Santa Maria Novella, la stanno facendo diventare quantomeno presentabile ma questo grazie sopratutto agli hotel che circondano la piazza.

Sono di ieri alcuni articoli che circolano sui nostri giornali locali a lanciare un grido d’allarme che puntualmente arriva, forse con un po’ di anticipo sulla tabella stagionale.

Foto che mi fanno inorridire, imbestialire, salire una rabbia tremenda ma sopratutto mi fanno indignare.

La parola giusta.

E’ indegno che una città come Firenze, tra le città più belle e apprezzate al mondo, culla della cultura e del Rinascimento si possa fare scippare la dignità da branchi di turisti che si sbattono a terra come fossero seduti sul tappeto del loro salotto, gente che seduta sulle scale del Duomo bivaccano con cartacce unte e bicchieri di plastica tra le mani, come se fossero in pieno deserto (mi sdegnerei anche lì), corpi che deambulano in ciabatte infradito, bermuda e canotte come se si fosse sul litorale in pieno Luglio.

Signori, sono appena ventisei gradi, tornate a Firenze in pieno Luglio con i suoi 38 gradi e poi ne riparliamo!

Firenze dovrebbe apportare un dress code per i turisti.

Attenzione non sto dicendo che chi non ha la scarpina o la maglietta di marca non può solcare il suolo fiorentino, ci mancherebbe, ma almeno assumere un abbigliamento consono a una città come questa, sì, lo pretendo.

Lo dovremmo pretendere tutti noi fiorentini.

Vedere gente che si stravacca al sole come se fossero in spiaggia con tanto di effluvi di creme protettive, talloni screpolati, pelli diafane, cicce all’aria come direbbero alcuni anziani fiorentini, no signori, ne facciamo anche a meno.

E’ questo il turismo che fa bene a Firenze?

No, è un turismo che sporca, che fa degrado, che non lascia niente o meglio lascia l’amarezza di chi come me e di tanti come me è costretto a girare per una Firenze invasa da zombie e che la bellezza attorno è offuscata da tutto ciò.

In queste ore vertice in Prefettura, speriamo bene!

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