Inferno, di Dan Brown a Firenze

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Dopo aver appreso che a Firenze siamo terzi nella classica delle città italiane in cui si legge di più, ho cominciato, il libro “malloppo” di Dan Brown ambientato a Firenze. A parte il fatto che sentire che siamo terzi in italiani mi ha fatto molto piacere, dopo Milano e Trento, credo che leggere un buon libro o un brutto libro, faccia sempre bene e dovrebbe essere insegnato da subito ai bambini che leggere è un piacere.

Io leggo di tutto. Non ho un genere preferito: mi piacciono i gialli, le biografie, i libri da spiaggia, i libri storici, etc…

Avendo letto il Codice da Vinci e Angeli e Demoni non potevo esimermi dal leggere le oltre 500 pagine di Inferno. L’ho acquistato ieri nell’ora di pranzo e ieri sera mi ero già fatta fuori quasi le prime cento: a me, un libro può avere anche mille pagine, ma lo finisco nel giro di una settimana e badate bene ho detto libro, no kindle, a cui non riesco ad appassionarmi.

Veniamo al nostro Inferno. Io la Divina Commedia, Dante in generale, mi riporta irrimediabilmente ai tempi del Liceo, delle ore chinate davanti a quel libretto rosso che era l’Inferno, appunto, sottolineato con il lapis (matita, per chi non è di Firenze) a fare la parafrasi, a cercare di tradurre parola per parola ciò che quel poeta voleva tramandarci. I gironi, le passeggiate con Virgilio negli inferi, le personalità incontrate e le loro storie, all’epoca ci sembravano i deliri di un povero pazzo, ma con l’occhio di un adulto, adesso, c’è da dire che Dante ci aveva visto lungo, era stato un quasi un veggente. L’Inferno dantesco potrebbe essere popolato di tante persone che vivono ai giorni nostri!

C’è da dire anche che l‘inferno di Dante per Dan Brown è un pretesto.

Come il solito, una scrittura molto veloce, anche semplice, più una sceneggiatura; a ogni parola, a ogni frase mentalmente mi vedo Tom Hanks che mezzo morto si aggira tra le strade di Firenze, tra i sampietrini divelti, il puzzo di piscio che arriva dagli angoli, la poca luce che avvolge Firenze di notte con la sua varia umanità.

Per carità, sono appena le prime 100 pagine, ma ho capito già l’antifona, un po’ surreale, anche se Firenze si presta moltissimo per questo genere di trama (e di film, come si augurano in molti!), tanto che un’agenzia turistica di Firenze ha già organizzato il primo Inferno tour e la sottoscritta poteva non andarci? Un’amica giornalista e blogger mi ha chiesto di accompagnarla ( non possiamo dire di no) per questa anteprima, ma se volete sapere tutto del tour dovete traslocare qui

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