Tiroide andata e ritorno, storia di una tiroidectomia totale

Tiroide

 

Da non crederci, questo è uno dei post più letti. Urge l’aggiornamento dell’aggiornamento.

Lo scorso anno per la precisione Marzo 2015 mi sono decisa ad andare in cura presso un obesiologo, un professore di Careggi che  cura l’obesità, il sovrappeso etc, nonché endocrinologo. Dopo un’accurata visita, esami su esami per scongiurare diabete e altro ho iniziato a fare la sua dieta, che poi era una dieta normale, più che altro imparare a mangiare bene (anche se io non ho mai mangiato male). Per i primi tre mesi, cioè da marzo a giugno la mia vita sociale si è azzerata, ma avevo deciso che dovevo dare una botta al metabolismo e così è stato. In un mese scesi di cinque chili e già ero contenta. Ve la faccio molto breve perché non voglio annoiarvi. Ad oggi, cioè dopo un anno dall’inizio di quella dieta sono scesa di 15 chili o forse più.

Non c’è solo la dieta nella mia vita però. L’altro alleato è il movimento, sempre e comunque: correre, camminare veloce, pilates per rafforzare la muscolatura, tutto fa. Mi sento un’altra persona, sto benissimo anche se le palpitazioni sono tornate e quindi ci sarà da cambiare dose dell’Eutirox ma questo è una cosa. Vi esorto a vedere un bravo endocrinologo che tratti le malattie del metabolismo.

certo, come mi ha detto il medico, l’età conta. nel senso che a venti o trent’anni è molto più facile dimagrire, dopo una certa età se non si accosta ad una vita in movimento si fa poco. Auguri a tutti!

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Aggiornamento dopo un anno

Giovedì 2 ottobre sarà un anno esatto dalla tiroidectomia totale. Cosa è cambiato? Tanto. Lo so che tutti si staranno chiedendo se sono ingrassata, se ho sempre le palpitazioni, se posso fare attività fisica etc etc. Dunque, non sono ingrassata ma neanche dimagrita. Con la corsa sono riuscita a non aumentare di peso, il che, per quanto mi riguarda è positivo.

Ogni tanto mi sembra sempre di strozzarmi come quando avevo il grosso nodulo, ma non credo sia niente di particolare. Altra cosa che si chiederanno tutti, ma la cicatrice? Non si vede. Ho messo per tutto l’anno protezione 50.

Se non si vede la cicatrice è merito del chirurgo, fatto sta che nessuno ci fa caso o quelli che ci fanno caso pensano che mi sia graffiata.

Sono stata fortunata ad azzeccare subito la dose di Eutirox, almeno per adesso. Se qualcuno sta leggendo questo post e sid eve sottoporre a questa operazione, dico andate tranquilli, affidatevi ad un buon chirurgo e vedrete che poi la vita cambierà, ma in meglio.  Qui sotto, cosa dicevo pochi giorni dopo l’operazione.

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Sono tornata. Son risorta. Un post personale per raccontarvi quello che mi è accaduto la scorsa settimana.

Niente di trascendentale, almeno era quello che chi aveva subìto la mia stessa operazione, sosteneva.

Vedrai niente di serio, guarderai la Tv poco dopo il risveglio, prendi la pasticchina e via, dopo una notte in ospedale torni a casa, insomma me la dipingevano come una passeggiata, non dico come togliersi il dente del giudizio ma poco ci manca. Vi dico, niente di tutto ciò. La tiroidectomia totale non è una passeggiata.

Ma andiamo per gradi.

Sono entrata la mattina stessa dell’operazione e stranamente ero molto calma. Mi hanno fatto firmare una pila di scartoffie, firme, fogli, riempi di qui, riempi di qua, poi assegnazione del letto, mettersi in tenuta, e poi aspettare.

Aspettare che la sala operatoria sia libera, io ero la terza.

Il primo lo vengono a prendere alle 10,00; ad occhio e croce, penso che il mio turno sia sull’ora di pranzo.

Nel frattempo per non pensare all’anestesia oltre ai vari Candy Crash, Solitario e altri giochini, ho scritto diverse email, risposto a messaggi di incoraggiamento fino a quando una delle infermiere mi porta una tonaca verde, mi dice di spogliarmi di tutto, dagli slip al mio braccialetto Cruciani, di indossare il camice e di mettermi sotto il telo verde perché il camice è trasparente. Dopo circa un’ora, due gentili infermieri sono venuti a prendermi, mi mettono una prima cuffietta per contenere la mia chioma, mi aiutano a salire sul lettino e poi via verso le sale.

Ah, l’ora prima mi avevano dato due o tre gocce calmanti, che secondo me è un palliativo psicologico, perché era come non averle prese.

Quello che avevo sempre visto nei vari telefilm, le sale operatorie, i medici in camice verde e tutta la frenesia che si sviluppa intorno a queste sale sterili salvavita, ti accorgi che non c’è niente di frenetico, ma una calma quasi irreale.

Si muovono tutti con assoluta tranquillità, tutti che sorridono, che cercano di calmarti.

Il bell’anestesista, sì era anche molto carino, si è messo a parlare con me di vini, mentre dalla sala operatoria riecheggiavano le parole di Jovanotti, di Morandi e di altri cantanti che aiutavano a rilassare, forse non solo chi si doveva sottoporre all’operazione ma anche chi doveva lavorare.

Trasportata dentro, mi mettono su il vero letto operatorio, mi legano, il bell’anestesia mi dice che mi girerà un pò la testa, penso che a me la testa non gira, buio, poi un flash e la voce del mio chirurgo che dice a qualcuno, no no, respira da sola. Tutto finito. lo saprò dopo che l’operazione è durata tre ore, che il nodulo era grosso come un’arancia e che sono piena di tubicini che non vedo l’ora di togliere dal mio corpo.

Poi, dolori ovunque, al piede, alle gambe, ma soprtautto al collo, dolore che peraltro persiste tutt’ora. Male alla gola, a deglutire e sonno, tanto sonno.

Non si riesce a stare con gli occhi aperti, non si riesce a parlare subito, TV, leggere i giornali, fare due battute? Ma che operazione ha fatto la gente che la raccontava con così tanta leggerezza? Forse non questa.

Mi sto riprendendo, ci vuole tempo, so che voglio riprendere la mia vita, ho un sacco di cose da fare nei prossimi giorni e tanto da scrivere.

Per adesso, però, il riposo è obbligatorio. La mia autonomia è la mezza giornata per adesso, oltre, crollo addormentata, ma il chirurgo dall belle mani dice che è normale e sarà così per un mesetto.

Cosa posso dire del reparto Chirurgia I di Careggi? Un gran caos, un gran via vai di gente, tanta confusione nel reparto, e che non tutti i turni di infermieri erano uguali.  In generale però non mi lamento, so che il lavoro che svolgono non è affatto facile.

Bene, ora che ho fatto questa incursione nel privato, rientro nelle mie vesti di Fashion and the town.

Update: a distanza di cinque mesi sta andando molto bene. Ho ripreso l’attività fisica a metà dicembre, corsa, e devo ammettere che le palpitazioni non ci sono e che il metabolismo, molto, molto lentamente sta rincominciando a lavorare. No, non si dimagrisce subito e si, si prende peso, ma se si riesce ad avere un’alimentazione sana e a fare molto movimento, come la corsa per esempio, allora si riesce a contenere il problema.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. marianna ha detto:

    Carissima sembra la mia storia
    Un caro saluto

    1. scappitelli ha detto:

      Saluti e grazie per essere passata da qui

  2. Claudia ha detto:

    Ciao! Anche io ho subito questo intervento ad Aprile 2016. Non avevo noduli, ma la mia tiroide non funzionava del tutto!
    Prima dell’operazione molte persone mi dicevano di stare tranquilla che sarebbe stata una passeggiata! e invece come hai detto tu è stato il contrario! Prima di tutto non è per niente bello avere il tubicino del drenaggio, sono stata afona per più di un mese! Dopo l’operazione ho avuto degli sbalzi d’umore pazzerchi, passavo da una risata sfrenata ad un pianto isterico per niente, a volte non sapevo nemmeno perchè piangessi… eppure non riuscivo ad evitarlo… Ora va molto meglio e questi sbalzi non li ho più!
    E’ vero ho risolto molti problemi come la tachicardia, ma non il peso! A distanza di quasi un anno non ho perso nessun kilo, anzi… Da un paiod i mesi ho iniziato a fare attività fisica (Acquagym)..vedremo come andrà nei prossimi mesi… nel frattempo… attendo di stabilizzarmi!
    Ps. Mi sono davvero ritrovata nel tuo racconto!

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