La Terrazza sul Chianti: grande delusione

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E’ la prima recensione negativa e mi dispiace molto farla ma  siccome questo è un blog personale e non una testata giornalistica  posso permettermi di dire cosa mi piace e cosa no. Lo scorso venerdì avevo prenotato l’aperitivo sulla torre dell’acqua a San Casciano Val di Pesa. La terrazza sulla torre è gestita dal famoso ristorante Tenda Rossa solo per alcuni giorni da qui ad agosto.

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Forse mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo, ero davvero molto curiosa di vedere questa torre di cemento in mezzo al Chianti dove si poteva godere sicuramente una bella vista, si vede addirittura il Duomo!

Ero davvero eccitata all’idea che ci potesse essere un’alternativa agli aperitivi fiorentini, in più ero eccitata anche dall’idea di prendere un po’ di fresco che a Firenze in questi giorni non si sente proprio.

Colpa mia se al momento della prenotazione non mi sono posta il problema di cosa si trattasse e cosa intendessero per aperitivo.

Vi avverto già: dalla grande rabbia non ho fatto neanche due foto a quello che ci hanno dato. Grave, lo so. All’ingresso della torre c’è una signora che ci chiede subito i soldi (e fin qui benissimo), 15,00 euro.

Ok, terrazza con vista, Tenda Rossa, ci sta, penso.

Entusiaste si prende l’ascensore e si sale su.

Appena si spalanca la porta veniamo accolte da grandi sorrisi, ma noto subito che a parte alcune bottiglie nelle casse non c’è neanche l’ombra di un buffet o pseudo tale.

Sui vari comunicati stampa e sul loro blog si dice: ” gin tonic rosè e da sfiziosità preparate dagli chef Maria Probst e Cristian Santandrea de la Tenda Rossa” .

Il gin tonic rosè ce lo hanno servito quasi subito anche se poi purtroppo è stato un mangia e bevi visto che dopo alcuni secondi si sono suicidati vari moscerini nel liquido rossastro.

Le sfiziosità di cui si parla qui sopra, preparate dai due chef,  altro non sono che un sacchettino di platano fritti. Chi non sa cosa sono i platano rimando qui .

Ci hanno anche detto che potevamo prenderne un altro – di sacchettino –  se ci andava. Vicino al banco delle bevute c’era anche un cartello che recitava quanto segue:

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Non pretendo abbuffate vecchio stile, non mi piacciono neanche quelle, ma almeno un aperitivo rinforzato sì, qualche crostino gustoso, qualche sfiziosità in più, questo sì.

La vista è molto bella, non c’è che dire, sedie e divanetti molto vintage, ma il resto è davvero da evitare a meno che non siate preparati a spendere 15 euro per un gin tonic rosè, dei platanos fritti e a spendere per un secondo bicchiere dai venti euro in su’, questa volta con qualche cosa da mangiare, ma non ho capito se bisognava prenotarli prima.

Forse dovrebbero essere più chiari su cosa offrono. Se uno sa cosa lo attende può decidere o no.

Se voglio spendere 20 euro per un croissant di finocchiona del Casentino e un bicchiere di Chianti, liberissima di farlo, ma devo saperlo prima.

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