“La via Romea imperiale”

copertina-libroUn nome una garanzia. Farinelli. Questa volta non è Elena Farinelli ad aver scritto un libro, ma il padre, architetto.

Sabato prossimo, il 21 novembre dalle 9,30 alle 13 a Pistoia nell’Antico Palazzo dei Vescovi, piazza del Duomo 3  verrà presentato il libro scritto da Gabriele Farinelli e  Iacopo Cassigoli , “La via Romea Imperiale. Mantova, Modena, Pistoia sulla strada dei sovrani germanici” . 

Dopo la presentazione, alle 14,30  ci sarà la visita guidata al complesso architettonico e museale dell’Antico Palazzo dei Vescovi, alla “sagrestia d’i belli arredi”, alla Cappella di San Niccolò e ai luoghi jacopei in Cattedrale, fino alla pieve di Sant’Andrea lungo il tracciato urbano della via dei pellegrini. A Cura di Artemisia.

Se siete amanti dell’architettura, della storia, della topografia, se vi piacciono le carte stradali, le mappe e cose del genere questo potrebbe essere un evento molto interessante.

In breve ecco di cosa si tratta.

Per la prima volta si è cercato di ricostruire un tratto della cosiddetta via Romea Imperiale, ovvero una direttrice viaria del Medioevo, che collegava il Sacro Romano Impero a Roma. Un percorso di oltre 1200 km che in parte ricalcava alcuni tratti della originaria rete stradale romana, e in parte si adattava ai mutamenti morfologici dovuti ad alluvioni, deviazioni di fiumi e smottamenti. In questa situazione è stata difficile la lettura stratigrafica della regione montuosa, ma anche le modifiche viarie della Bassa Modenese e del Mantovano che furono apportate in epoca medievale hanno reso il compito arduo per la contraddizioni delle costruzioni e dei vari percorsi fluviali del Panaro e del Secchia e in qualche maniera anche del Po.

Questo asse teutonico-romeo entrava in Italia dal valico del Brennero, attraversava prima le Alpi, poi passava da Mantova, Modena e dopo aver passato gli Appennini, sbucava a Pistoia; era una tra le rotte commerciali più significative del Medioevo, in asse con le città baltiche della Lega Anseatica e le miniere di salgemma dei Vescovi Principi di Salisburgo, congiungendosi fino in parte a coincidervi con la via dell’ambra e la via del sale. Tramite questa compagine stradale tale asse viario si correlava inoltre alle maggiori direttrici per le fiere della Champagne e di Fiandra.

Oltre che percorso di passaggio per merci e cultura, era anche una strada percorsa dai Pellegrini che da tutta Europa volevano arrivare a Roma.

Di tutto il tracciato, il libro esamina soprattutto la tratta che si estende per oltre 300 km dalla Bassa Mantovana, più o meno l’area padana centrale tra l’Adige-Garda e il complesso sistema fluviale del Po, fino al bacino inferiore dell’Arno / Valdarno Inferiore.

I termini cronologici dello studio, sono circoscrivibili tra l’età ottoniana (secolo X) e parte dell’epoca comunale, ovvero fino alla sostanziale caduta del ghibellinismo con la sconfitta degli Hohenstaufen nella battaglia di Benevento (1266).

L’uscita del libro avviene in concomitanza delle celebrazioni per il 900° anno della morte di Matilde di Canossa, che stanno avendo luogo in San Benedetto Po.

 

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